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G.I.A.
E’ un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro, ed è riconosciuta quale la massima autorità nel campo della gemmologia a livello mondiale.
Fondata nel 1931, GIA ha creato gli strumenti didattici piùprestigiosi e tutt’oggi usati da tutti i laboratori internazionali. Verso gli inizi degli anni 50, GIA ha inventato le famose 4C (Color, Clarity, Cut e Carat Weight), divenute strumento internazionale per la certificazione dei diamanti.
Nel 1953, ha creato l’International Diamond Grading System, ovvero il sistema Internazionale di Classificazione dei Diamanti, riconosciuto in tutto il mondo.
11 sedi mondiali ed oltre 1.100 dipendenti fanno del GIA la massima autorità al mondo per tutto ciò che riguarda la gemmologia.
La Storia: Quando la Scienza ha Incontrato la Bellezza
Prima degli anni ’40, la valutazione dei diamanti era approssimativa e confusa. Tutto è cambiato grazie alla visione di due uomini:
- Robert M. Shipley: Il fondatore del GIA che inventò il termine “4C” come metodo mnemonico per i suoi studenti.
- Richard T. Liddicoat: Colui che, negli anni ’50, ha trasformato quell’intuizione nel sistema scientifico di classificazione (D-Z per il colore e scala della purezza) che oggi è lo standard mondiale.
Il Mistero della scala “D”: Perché non esiste il grado A?
Ti sei mai chiesto perché il colore di un diamante parta dalla lettera D? Il GIA voleva rompere totalmente con il passato. All’epoca, i commercianti usavano “A”, “AA” o “Blu Bianco” in modo arbitrario. Per evitare confusione e garantire un’imparzialità assoluta, si scelse di ricominciare da capo, partendo dalla lettera D.
Le 4C: Il DNA del tuo Diamante
Il sistema delle 4C non serve solo a descrivere una pietra, ma a definirne la rarità e il valore scientifico. Ecco cosa devi sapere:
1. Color (Colore)
Più un diamante è privo di colore, più è raro.
- La Scala: Da D (completamente incolore) a Z (presenza di sfumature gialle o marroni).
- Il consiglio: I diamanti tra D e F sono considerati “Incolori”, ideali per chi cerca la perfezione assoluta.
2. Clarity (Purezza)
Analizza le caratteristiche interne (inclusioni) ed esterne (macchie).
- La Scala: Comprende 11 gradi, dal rarissimo Flawless (nessuna inclusione visibile a 10x) fino a Included (inclusioni visibili a occhio nudo).
- Il consiglio: I gradi VS1 o VS2 offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo, con inclusioni invisibili se non a forte ingrandimento.
3. Cut (Taglio) – La C più importante
È l’unico fattore influenzato dalla mano dell’uomo. Un taglio perfetto permette alla luce di sprigionare Brillantezza, Fuoco e Scintillazione.
- I Gradi: Excellent, Very Good, Good, Fair, Poor.
- Il consiglio: Non scendere mai sotto il grado Excellent. Un diamante con colore perfetto ma taglio scarso apparirà spento e “buio”.
4. Carat Weight (Peso in carati)
Il carato indica il peso, non necessariamente quanto la pietra sembri grande.
- Il dato: 1 Carato = 0,20 grammi.
- Il consiglio: Spesso, passare da un 0.98 carati a un 1.00 carato fa salire il prezzo in modo esponenziale. Scegliere pesi “appena sotto” le cifre tonde può farti risparmiare senza differenze visibili.
VERIFICA DEL CERTIFICATO
ANALISI & CLASSIFICAZIONE
VERIFICA DEL RAPAPORT
Le relazioni GIA rappresentano il più alto standard di affidabilità, coerenza e integrità. E ora, GIA Report Check è disponibile per tutti i rapporti GIA, fornendo un ulteriore livello di garanzia. Con Report Check, si può rapidamente e comodamente confermare che le informazioni contenute nel rapporto corrisponde a quanto archiviato nel database dei rapporti GIA.
Sette consigli per comprendere i certificati GIA
Rapporto di classificazione dei diamanti e dossier sui diamanti
Un certificato di classificazione del diamante, commercialmente noto come “certificato grande”, valuta le 4C di un diamante a taglio standard con colore DZ e ne mappa le caratteristiche di purezza e le proporzioni. È applicabile ai diamanti di peso superiore a 1,00 carato. Per i diamanti con un buon grado di purezza tra 0,15 e 0,99 carati, potrebbe essere richiesto anche un certificato con tabella di purezza. Un fascicolo del diamante, commercialmente noto come ” certificato piccolo”, viene utilizzato per i diamanti tra 0,15 e 1,99 carati .
La differenza è che un certificato grande include una tabella di purezza, mentre un certificato piccolo no. I diamanti con certificati piccoli standard hanno una cintura incisa al laser GIA, mentre per i certificati grandi è previsto un costo aggiuntivo. Dal 2012, sono disponibili anche certificati di classificazione del diamante online (GIA Diamond EReport) per diamanti naturali non trattati sciolti tra 0,15 e 2,99 carati . Si tratta di report digitali che, oltre alla valutazione standard delle 4C , includono un’immagine frontale del diamante a scopo di verifica.

Rapporto di classificazione dei diamanti colorati
Applicabile ai diamanti colorati di peso superiore a 0,15 carati, oltre
alla valutazione standard delle 4C e alla tabella di purezza, a differenza dei certificati di classificazione dei diamanti, la classificazione del colore dei diamanti colorati è più completa e include il grado di colore e l’origine del colore (naturale o trattato artificialmente). È inoltre possibile scegliere se includere una foto frontale del diamante sul certificato o optare per un certificato parziale che non indica il grado di purezza.

Rapporto di identificazione e provenienza dei diamanti colorati
Questo certificato può essere utilizzato per una valutazione efficace dell’origine dei colori, siano essi naturali o alterati artificialmente .
I certificati per i diamanti naturali e quelli trattati in modo permanente sono di colore oro. Per i diamanti creati in laboratorio, come i diamanti HPHT e CVD, sono disponibili certificati di classificazione 4C , ma questi sono di colore argento. I trattamenti non permanenti, come rivestimenti e otturazioni, non richiedono un certificato; in questi casi viene rilasciato un Certificato Gemmologico GIA.

Qualsiasi sezione della valutazione 4C contrassegnata da un asterisco (*) richiede particolare attenzione, poiché indica che il diamante ha subito un trattamento artificiale non naturale. Per i diamanti creati in laboratorio , ciò sarà indicato con la dicitura “Creazione in laboratorio*” nella sezione Identificazione, con una spiegazione nella sezione Commenti sotto il certificato. Per i diamanti naturali il cui colore è stato alterato artificialmente, verrà aggiunto un asterisco dopo il Grado di Colore e l’origine del colore sarà indicata dal metodo di trattamento.
Certificato GIA anticontraffazione
La tecnologia moderna permette di contraffare qualsiasi oggetto, rendendo le caratteristiche anticontraffazione dei certificati estremamente importanti. Sette punti presenti sul certificato possono essere utilizzati come criteri di autenticazione.
Il primo elemento è il Numero laser della cintura di diamanti.
Il numero laser è il numero impresso sulla cintura del diamante, è il “numero di identificazione” che il GIA assegna al diamante.

Il secondo elemento è Logo riflettente .
La filigrana GIA è stampata con uno speciale inchiostro bianco ed è distribuita su tutto il certificato, risultando visibile anche in presenza di riflessi di luce.

Il terzo elemento è l’etichetta anticontraffazione laser.
Il certificato presenta un’etichetta anticontraffazione laser con il logo GIA color oro nell’angolo in basso a destra.

Il quarto elemento è il tag del sensore termico.
Il motivo sulla serratura cambierà da grigio a bianco a determinate temperature.

Il quinto elemento è Composizione della linea.
Al microscopio si possono osservare linee composte da punti blu, rossi , gialli e neri.

Il sesto elemento è Verificare le informazioni sul sito web ufficiale
È possibile scansionare il codice QR per accedere al sito web ufficiale e visualizzare le informazioni relative al certificato.


Il settimo elemento è Inchiosti speciali
Il testo del certificato è stampato con uno speciale inchiostro giallo di sfondo per impedire che il contenuto venga alterato.

